recensioni

|REVIEW PARTY| La grazia dei re - Ken Liu

maggio 19, 2020






L'Imperatore Mapidéré è stato il primo a unire i diversi regni dell'arcipelago di Dara sotto il dominio della sua isola d'origine, Xana. Dopo ventitré anni, tuttavia, l'Impero di Xana mostra segni di debolezza. Mapidéré è sul letto di morte, i suoi consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse, persino gli dèi sembrano adirati. Come se non bastasse, decenni di crudeli angherie e di dispotico potere hanno fatto sì che la popolazione non abbia nulla da perdere da una rivolta, ma molto da guadagnare. È questo il mondo in cui vivono Kuni Garu, un affascinante perditempo poco propenso alla vita onesta, e Mata Zyndu, l'impavido figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Sembrano l'uno l'opposto dell'altro, ma durante la ribellione contro il potere imperiale i loro sentieri si incrociano in modo imprevedibile: diventano amici inseparabili, fratelli, e insieme combattono contro immensi eserciti, serici vascelli volanti, libri magici e divinità dalle forme mutevoli. Ma una volta che l'imperatore è stato rovesciato, Kuni e Mata si trovano a capeggiare fazioni rivali, con idee molto diverse su come si dovrebbe guidare il mondo, e su cosa sia la giustizia.















Mapidéré, l’Imperatore dispotico che ha unito i vari regni dell’arcipelago di Dara, sta per morire.
Mentre una fitta rete di intrighi e tradimenti si consumano tra i suoi consiglieri, le vite di Kuni Garu e Mata Zyndu – l’uno un beone perdigiorno che viaggia sul filo dell’illegalità, l’altro un nobile decaduto che mira alla vendetta per la sua famiglia – si uniscono al punto tale da divenire quasi fratelli e combattono insieme, ribellandosi al potere.
Ma che ne sarà di loro, quando entrambi si troveranno a capeggiare due fazioni con idee politiche totalmente diverse?



Ken Liu (pseudonimo di Liu Yukun), vincitore di 3 Hugo Awards, 1 Nebula Awards e 1 World Fantasy Awards, trasporta il lettore in un universo dal worldbuilding iper-dettagliato e ricco di dinamiche che attingono, per stessa ammissione di Liu, direttamente dalla cultura orientale.
Fiaccato da un inizio eccessivamente introduttivo che spiega come sia nato il tirannico regno di Mapidéré, presenta anche una ridondanza a livello narrativo, quasi a voler sottolineare che non si impara mai dagli altrui errori e che questi si ripetono sempre all’infinito. Peccato anche per il poco approfondimento dei personaggi principali e secondari, in quanto Liu, con una scrittura asciutta e precisa, si concentra moltissimo sulla strategia militare che non sulla loro caratterizzazione.
Molto interessanti, invece, le dinamiche familiari, analizzate minuziosamente sia come fortuna che come sfortuna e sul ruolo basilare che hanno nella vita dell’individuo e l’analisi sul potere che corrompe tutti, distruggendo qualunque cosa – anche ciò per cui si è lottato strenuamente.



Primo capitolo della Dandelion Trilogy, La grazia dei Re è sicuramente un libro che verrà amato da chi ama le strategie belliche e gli intrighi piuttosto che l’azione tipica del fantasy, che merita una lettura attenta e che ha una storia originale e complessa che merita il tempo giusto per essere apprezzata in toto.








Si ringrazia la CE Mondadori per l'invio del libro digitale





graphic novel

|REVIEW PARTY| Heartstopper - Alice Oseman

maggio 14, 2020








Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati... fino al giorno in cui si trovano seduti l'uno accanto all'altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l'amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.
















Charlie e Nick non potrebbero essere più diversi: introverso uno esuberante l’altro, frequentano entrambi la stessa scuola maschile. In realtà non avrebbero mai potuto conoscersi, dato che Nick è un giocatore della squadra di rugby, però il destino vuole che un giorno si trovino seduti uno accanto all’altro per un progetto scolastico e da lì nascerà una bella amicizia.
O forse è il preludio a qualcosa di più?



Alice Oseman, classe ’94, con la graphic novel Heartstopper rende protagonisti i personaggi secondari del suo romanzo d’esordio Solitaire – tradotto in Italia come “Senza Nuvole” con protagonista la sorella di Charlie, Tori –, approfondendo le vite di Charlie e Nick.
Con uno stile d’illustrazione classico e lineare in b/n, la Oseman ci catapulta nel mondo della scuola e nel periodo più difficile della vita, ovvero l’adolescenza, in cui si devono fare i conti con il bullismo, il razzismo, i pregiudizi e i primi, tormentati amori, e lo fa con uno stile raffinato e mai banale.
La storia d’amore tra Charlie e Nick è dolcissima – il primo è gay dichiarato, il secondo affronterà un viaggio in se stesso per comprendere il perché della nascente attrazione verso il suo amico –, complice la capacità di tratteggiare dei personaggi realistici e supportata dall’impatto grafico delle illustrazioni che enfatizzano e completano meravigliosamente la vicenda.




Primo volume di una serie che, in patria, è già composta da tre volumi, Heartstopper è una storia d’amore vera, magnetica e delicata, che fa riflettere sulla scoperta della propria identità, il tutto trattato con una genuinità che sa arrivare al cuore e difficile da dimenticare.






Si ringrazia la CE Mondadori Oscar Ink per l'invio del libro digitale





recensioni

|REVIEW PARTY| Il tallone di ferro - Jack London

maggio 12, 2020








California, anno 419 della Fratellanza dell'Uomo, XXVI secolo dell'era volgare.

Lo storico Anthony Meredith ritrova nascosto nel tronco di una quercia il Manoscritto che Avis, moglie e compagna del rivoluzionario Ernest Everhard, ha lasciato incompiuto nel 1932, prima di essere giustiziata dai Mercenari dell'Oligarchia. Nelle pagine scrupolosamente annotate da Meredith si narrano «gli anni turbolenti compresi fra il 1912 e il 1932», quando Stati Uniti, Canada, Messico e Cuba sono schiacciati sotto il "tallone di ferro" di una dittatura protofascista e un manipolo di coraggiosi rivoluzionari tenta, invano, di rovesciarla. Il momento culminante è la carneficina della Comune di Chicago (episodio in cui confluiscono le suggestioni della rivoluzione russa del 1905 e del terremoto di San Francisco del 1906). Sopravvissuta alla prigione e al massacro, protetta da una nuova identità, Avis rievoca gli astratti furori di Everhard e la violenza perfettamente orchestrata dell'Oligarchia in maniera vivida, con una totale adesione sentimentale che - chiosa Meredith - «restituisce la percezione in diretta di quell'epoca terribile».


Capostipite dei grandi romanzi del Novecento utopico-distopici, Il Tallone di Ferro (1908) anticipa gli orrori dei totalitarismi che di lì a poco avrebbero segnato la storia mondiale, e se da un lato svela tutta l'ambiguità poetica del sogno socialista di Jack London, dall'altro è una lettura di notevole forza icastica, tuttora capace di lasciare senza fiato.















Lo storico Anthony Meredith, ritrova fortuitamente dopo anni il manoscritto Everhard, scritto in prima persona da Avis Everhard, figlia benestante di una famiglia ricca, che si innamora e diventa sposa di Ernest Everhard, carismatico rivoluzionario socialista e filosofo che lavora come maniscalco, una classe sociale che viene sfruttata e vessata da una società oligarchica.
Avis, senza malizia alcuna, racconta ogni aspetto della società schiacciata dal “tallone di ferro”, una dittatura protofascista, e il coraggio dei pochi rivoluzionari che tentarono di rovesciarla senza risultato.



Pubblicato per la prima volta nel 1908 e considerato come appartenente al genere della distopia moderna fantapolitica, Il tallone di ferro è uno dei titoli profetici sul futuro che avrebbe sconvolto una nazione – l’altro degno di nota è, sicuramente, il capolavoro di Orwell 1984 (scritto nel 1948).
La chiave del successo de Il tallone di ferro è sicuramente data dalla genialità di London nel narrare, attraverso l’espediente del manoscritto di Avis, il suo pensiero in merito al nascente Partito Socialista degli USA in modo sottile e raffinato, lasciando il finale aperto e facendo intuire che l’oligarchia esiste ed esisterà sempre, ed è nostro compito lottare affinché non prenda il sopravvento.



Arricchito dalla postfazione di Cinzia Scarpino che analizza il periodo storico in cui è vissuto London e ne chiarisce alcuni aspetti, Il tallone di ferro è un romanzo crudo che sa spiazzare ma sa aprire gli occhi sul passato che, in fin dei conti, è un presente e un futuro.
Perché le oligarchie non cesseranno mai di esistere.
O saremo così coraggiosi da ribellarci? 










Si ringrazia la CE Mondadori per l'invio del libro digitale





graphic novel

|RECENSIONE| Kairos - Ulysse Malassagne

maggio 12, 2020








Il kairos è l'attimo da cogliere, il momento decisivo, il punto di rottura. La frazione di secondo che può cambiare il destino. Nills, all'inseguimento dell'amata Anaëlle in dimensioni oltre la nostra, dovrà impararlo. Perché colui che è padrone del kairos è invincibile.












Nills e Annaëlle, durante una vacanza nella casa in campagna dei genitori della ragazza, subiscono un attacco notturno da parte di strane creature: Annaëlle verrà rapita, e spetterà al suo fidanzato intraprendere un viaggio verso un mondo popolato da draghi dalle fattezze umanoidi, ricco di prove e combattimenti da superare per salvarla, finendo coinvolto in una rivolta contro una tirannica famiglia reale. Ma non tutto ciò che accade è come sembra all'apparenza, e Annaëlle pare che nasconda un segreto…



Primo volume di una saga fantasy, Ulysse Malassagne ci trasporta in un mondo fantasy coloratissimo – che per le faide interne è il riflesso di molte attuali comunità – e dalla storia che volutamente ribalta i cliché: nessuna damigella in pericolo, anzi. E lui? È un insicuro timidone!
Attraverso la figura di Nills, che compie non solo un “viaggio dell’eroe” tipico ma anche un viaggio dentro di sé, si esplora una delle varie sfaccettature dell’animo umano: quella che porta ad anteporre egoisticamente la propria missione e non il bene della comunità che chiede aiuto, facendo riflettere sulle conseguenze che portano tali decisioni. Al contrario di Annaëlle, figura di forte stampo femminista, che è perfettamente consapevole di sé e di ciò che il futuro le ha riservato.



Con uno stile che fonde magistralmente la cultura occidentale e quella orientale, Malassagne fornisce una grande prova d’autore, utilizzando colori pastello in relazione allo stato umorale del protagonista e disegnando una storia intensa, a tratti divertente, mai scontata e dalle sequenze dal taglio cinematografico – ricordiamo che l’autore è specializzato in animazione 2D ed ha già animato alcune sequenze di Love Death + Robots di Netflix.
Nessuno direbbe che questo è il suo esordio nel mondo dell’editoria, e ciò fa ben sperare per il futuro di questo talentuoso autore, di cui ci si augura che la sempre ottima Edizioni BD porti i successivi capitoli. 








Si ringrazia la CE Edizioni BD per l'invio del graphic novel





graphic novel

|RECENSIONE| Malaterre - Pierre-Henry Gomont

maggio 12, 2020








Da Pierre-Henry Gomont ("Sostiene Pereira"), arriva un graphic novel ambientata tra l'Europa e le lussureggianti foreste africane. Gabriel Lesaffre, rampollo di una ricca famiglia refrattario all'ordine e all'autorità, è abituato a usare l'astuzia, l'inganno e i soldi per risolvere tutti i problemi... che si crea da solo. Ogni nuova impresa in cui si lancia riesce a interessarlo solo per poco, prima che subentri la noia. E questo vale anche per la sua famiglia. Finché, incapace di accettare il fallimento dopo anni di assenza, non costringe i figli ad accompagnarlo nell'ultimo folle progetto, la ristrutturazione di una villa nelle foreste africane che si trasforma presto in un nuovo motivo di tensione, specialmente se di mezzo ci sono due ragazzi adolescenti che stanno scoprendo un nuovo mondo e nuove sensazioni.













La vita di Gabriel è costellata di eccessi: donne, fumo, alcool e vizi vari che aumentano dall'adolescenza all'età adulta. Ma, purtroppo, non è solo questo ciò che gli impedisce di vivere una vita serena: è ossessionato dalla vecchia tenuta di famiglia, persa da un antenato a causa del crollo della borsa di Wall Street nel 1929, e vuole ricomprarla per fondare una sorta di nuovo impero coloniale.
In questa folle impresa, convinto di riuscire a far soldi in modi ambigui senza problemi e al limite della legalità, coinvolgerà i suoi due figli più grandi, separandoli dalla madre e dal fratellino di pochi anni…



Disegnata con tratti irregolari ma molto espressivi, con un sapiente contrasto di colori caldi e freddi, Malaterre inizia dalla fine e, come espediente narrativo, riesce a calamitare perfettamente l’attenzione del lettore, per poi proseguire con un lungo flashback fino a che non si arriva al punto di partenza, per poi concludere con l’epilogo – una scelta complessa che, indubbiamente, gli fornisce quell'originalità per distinguersi, come il geniale uso dei balloon con i reali pensieri dei ragazzi, atti a far entrare in empatia con dei personaggi che, da tanto amati, sono passati all'indifferenza più totale e che si sono trovati soli, senza i veri affetti e in un luogo completamente diverso da quello che Gabriel gli aveva fatto credere fosse.
E’ dunque semplice rimanere attratti – anche per la preziosa edizione della sempre ottima Edizioni BD, che ha pubblicato un volume dal maxi formato curatissimo e con le pagine spesse che fanno risaltare i bellissimi disegni dell’autore – dal mondo caotico di Gabriel e, successivamente, soffocati da quello claustrofobico dei figli che, lasciati soli a loro stessi, hanno nostalgia di casa e seguono – sbagliando – le orme di un genitore inadatto al ruolo e troppo concentrato sui beni materiali.
Gomont si sofferma, poeticamente, su temi difficili quanto attuali: il divorzio di una coppia e le ripercussioni di tale gesto sui figli, la disperazione di una madre che si vede privare della prole, la cattiva gestione del denaro, la dipendenza da alcool e gioco d’azzardo, senza dimenticare il razzismo.




Narrata da un conoscente di Gabriel – un personaggio esterno che non interferisce –, la storia è un’indimenticabile dramma familiare, ambientato tra l’Europa e l’Africa, che farà riflettere sul vero valore della famiglia, dei sogni irrealizzabili, della malinconica rassegnazione che ne segue (o dovrebbe seguire) dopo l’amara scoperta.










Si ringrazia la CE Edizioni BD per l'invio del graphic novel





recensioni

|REVIEW PARTY| Falce - Neal Shusterman

maggio 08, 2020







Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette. 














In un mondo futuribile, in cui la tecnologia ha sconfitto persino la morte, si muovono Citra e Rowan, due adolescenti onesti e coraggiosi. Ma in questo mondo perfetto c’è un neo: l’unico limite dell’AI Thunderhead è quella di non poter provvedere ad una popolazione in sovracrescita, così è stata istituita la Compagnia delle Falci che regolamenta le spigolature – o, per meglio dire, le uccisioni.  
Citra e Rowan non hanno nulla in comune, ma presto qualcosa li avvicinerà: vengono scelti dal Venerando Maestro Faraday come apprendisti Falci, un ruolo che non vogliono e che detestano.
Alla fine solo uno di loro diventerà una Falce ma, nel frattempo, dovranno sopravvivere alla faida che si è creata all'interno del Conclave…



Primo capitolo di una trilogia distopica che presto diverrà una serie di film per la Universal Pictures, Falce di Neal Shusterman è un romanzo dai risvolti squisitamente politici, ricco di intrighi e dotato di un ottimo e curato worldbuilding – in particolare è apprezzabilissimo il voler nettamente distinguere l’AI Thunderhead, molto coscienziosa e “materna”, dall'algido e programmatico Hal di 2001:Odissea nello spazio, pietra miliare della cinematografia che vanta infiniti omaggi nel mondo della letteratura. Anche i personaggi, sia i protagonisti che i villain, hanno il giusto appeal e risultano ben credibili – merito sicuramente di uno stile raffinato, coinvolgente e talmente scorrevole da non riuscire a smettere di leggere.     



Consigliatissimo ad un pubblico di ragazzi – in quanto Falce è di stampo young adult – è comunque un libro innovativo che mira a far riflettere sull'etica e l’importanza della vita e della morte. Perché, anche se non puoi morire, non ti manca nulla e il mondo è iper-tecnologico, hai perso comunque. 







Si ringrazia la CE Mondadori per l'invio del libro digitale





Parlando e sparlando

|Parlando e...Sparlando| Il caso di Adele: dimagrisce, e i fan le dicono che stava meglio prima. Ma al popolo sovrano gliene andrà mai bene una?

maggio 07, 2020



Ho visto la foto di Adele, quella del suo 32esimo compleanno.
È magra, magra come nessuno poteva mai immaginare.
Magra, come il pensiero che mi ero fatta di me quando sono andata dalla dietologa.
Solo che poi niente, c'ho le ossa grosse e me le tengo.
Però, sì: c'è un però.

Sui social, il mondo intero ha scritto che "Mannaggia, Adele! Stavi benissimo anche prima, adesso sembri un'influencer qualunque!"




Adele Magra 2020 per i suoi 32 anni
Adele negli anni




Dando per scontato che fare l'influencer può essere percepito o meno come un lavoro (che comunque fa guadagnare bene, se sei la capostipite della stirpe) e che Adele sia libera di fare e sfare, col suo corpo, ciò che vuole, mi intristisce parecchio che una donna venga ancora giudicata per il proprio aspetto fisico.
Adele è un'artista di tutto rispetto, una cantautrice che ha saputo sfruttare le sue dolorose esperienze in campo amoroso in una fonte di guadagno.
È amica di Beyoncé, mica di Zia Pina che al karaoke canta sempre tutte le canzoni delle cantanti italiane, stonando e torcendo i timpani peggio delle campionesse in litanie urlate.
Eppure, oggi, non stiamo parlando dei suoi numerosi successi raggiunti in pochi anni e dei fantastici premi che ha ottenuto durante la sua carriera.
No, stiamo parlando del suo peso.


Se ci fermiamo un attimo a ragionare, magari i fantabilioni che ha ricavato dalle sue delusioni amorose sono proprio dovute al fatto che, i suoi ex, probabilmente le hanno detto che "se fosse stata più magra avrebbero potuto amarla".
O che lei era "bellissima, come una sirena in sovrappeso".
Magari è stata anche vittima di bullismo, chi lo sa.
Del resto, anche se non lo dice, non è detto che non lo sia stata.
E, di sicuro, quello che sta avvenendo oggi è da considerarsi una forma grave di cyberbullismo che mira ad indebolire l'autostima.


Quindi oggi, amici, leggendo questi commenti magnanimi e incredibilmente aperti mentalmente, mi viene da sollevare una piccola, minuscola polemica.



SE ADELE FOSSE STATA UNA RAGAZZA QUALUNQUE, LE AVRESTE DETTO CHE ERA MEGLIO PRIMA E COI KG IN PIÙ'?



Perché tutto si riduce a questo: lei è famosa, è riconoscibile, ha i miliardi. 
Allora può permettersi di essere e apparire come vuole.
Un po' come cantanti che, prima di essere notate per le loro doti canore, hanno prima dovuto recitare la parte dei pagliacci per anni.


Il problema è che non tutti hanno le spalle larghe e – ricordarlo non fa mai male – siamo tutti diversi di costituzione.
Se Adele è dimagrita tanto vuol dire che poteva farlo, ma non è detto che Cira o Beniamina possano riuscirci altrettanto. Allora, vittime dei media e dei canoni sbagliati, le due ragazze cominciano ad accusare sintomi di anoressia e bulimia, diventano autolesioniste, si fanno operare dal chirurgo plastico... diventando l'ombra e la parodia delle belle ragazze – seppur con una massa corporea abbondante – che erano prima.
Questo perché?
Perché a Pino e Ginevro piacciono le ragazze magre, lasciandosi sfuggire Cira e Beniamina, due ragazze che saranno anche "sirene in sovrappeso" ma hanno più palle dei ragazzi di cui sono innamorate.


Oggigiorno è difficile rimanere se stessi in un mondo che incoraggia il cambiamento – fisico e mentale – di chi non si uniforma alla massa.
È difficile, in tutta onestà, rimanere anche sani di mente – ma quello è un altro discorso ;)


Ma c’è una buona notizia: Cira e Beniamina possono davvero diventare quello che desiderano, possono trovare il lavoro dei sogni e possono dimagrire. Non c’è limite a ciò che possono realizzare.
Se poi un giorno, Pino e Ginevro, stupiti da tale cambiamento dovessero finalmente accorgersi di loro e chiedergli di uscire, le ragazze potrebbero friendzonarli e rispondere che "Sì, al peso ci si può rimediare, ma il cervello inesistente e materialista non può essere ricostruito da un chirurgo plastico".
E, con la rinnovata fiducia in loro stesse, saprebbero che possono aspirare a qualcuno di più intelligente del loro primo amore che, ci potete scommettere, le amerebbe anche se non fossero delle supermodelle. Perché nessuna donna è mai davvero brutta – prima lo imparate e meglio è.
Piuttosto ricordate che il volume è la base di tutto e che la zona più erogena per eccellenza è il cervello, quindi fate affluire un po' di sangue anche lì che ne trarrete solo benefici.


Sul serio: curate la coerenza.
Perché se per strada passa la Zia Pina che stona al karaoke ma non pesa 50kg, non deve sentirsi male sotto le occhiate di chi giudica; se passano Cira e Beniamina non devono sentirsi in colpa se hanno il metabolismo lento e non dimagriscono subito, non devono sentirsi dare dei consigli non richiesti sulle diete da respiriani
Non devono abbassare gli occhi quando si scontrano con un bel ragazzo dal fisico palestrato, perché il problema non è il loro, ma di chi giudica senza conoscere.


Già, scommetto che a nessuno è mai venuto in mente di chiedersi se “quella balena spiaggiata” o “quel mostro” che si è appena additato (magari aggiungendoci qualche risatina di scherno, ché tanto fa male solo a chi la riceve, mica a chi la fa) ha magari qualche problema grave di salute.
No, chissenfrega se ha una disfunzione tiroidea, se l’obesità è il sintomo (e non la causa) di qualche malattia che sta uccidendo lentamente quella persona.
Davvero, pensiamoci quando agiamo da vigliacchi, prendendocela con i più deboli: le parole uccidono, e non serve a niente dire “eh, ma stavo scherzando! Quanto sei suscettibile!”.
Nei paesi anglosassoni usano dire “in her/his shoes” che significa “indosso le sue scarpe” – l’equivalente del nostro “mettiti nei suoi panni”.
Pensiamo a che inferno ha passato la persona che ha subìto tali ingiurie e mettiamoci nei suoi panni e indossiamo le sue scarpe: a parti inverse avremmo resistito? Avremmo fatto diversamente o saremmo diventati quei mostri che abbiamo contribuito a creare con le offese?


Non ci vuole molto, per essere civili.
Siamo esseri umani, non perdiamo tempo con le amenità.
Non oggi, non ora, non con un virus che sta mettendo in ginocchio l’intera popolazione globale.
Abbiamo avuto molto tempo per pensare con questo lockdown, e fare un bilancio di molte cose.
Non sprechiamo l’opportunità che ci è stata donata con la vita privando altri della propria – perché lo sapete che i meno forti si suicidano, basta oscurare il sole con un dito! – e cominciamo a fare del bene partendo da questo:



PIÙ’ COERENZA, PIÙ’ RISPETTO E MENO GIUDIZI GRATUITI.




La prossima volta che vediamo una persona in sovrappeso pensiamo che potrebbe essere nostra sorella, nostra zia, nostra madre, nostra cugina…e riflettiamo su quanto ci possa indisporre sapere che qualcuno le ha insultate aggratis.


Spero per Adele che adesso sia realmente felice e che non abbia dovuto perdere drasticamente peso per colpa di qualche malattia. 
Non tutte le donne possono permettersi la libertà di ingrassare e dimagrire rimanendo nelle “grazie” del popolo di fan, ma ricordiamoci sempre che lei è, dietro l’allure da diva, una donna comune come Cira e Beniamina.
E che i commenti sul suo peso – che non va mai bene, oh! – e non sulle capacità canore la faranno scazzare tantissimo.


Be kind, it make you beautiful.





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