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|RECENSIONE FILM| La cura dal benessere - 2017









Nome film: La Cura dal benessere
Diretto da: Gore Verbinski
Anno: 2017
Data di uscita nelle sale: 23 Marzo2017 (IT)

Principali interpreti: 

Dane DeHaan
Jason Isaacs
Mia Goth
















Lockhart è un giovane e ambizioso broker di Wall Street che fa parte di un'agenzia pronta ad una fusione con un'altra agenzia. 
Per confermare tale fusione, il suo amministratore delegato, Roland Pembroke, deve necessariamente firmare delle liberatorie, ma l'uomo ha recentemente spedito una lettera dove ha annunciato di trovarsi in Svizzera e di non voler più tornare a vivere a New York. Lockhart viene dunque incaricato di andare a recuperare Pembroke. Il giovane si ritroverà in un centro benessere situato nelle Alpi Svizzere, dove la cura del dottor Heinrich Volmer è miracolosa: chiunque vi entri e si sottoponga alla cura, si sentirà ben presto sereno e in salute. Lockhart, dopo un terribile incidente, si ritroverà nel centro e gli verrà consigliato il miracoloso trattamento di Volmer. Pian piano, scoprirà i terrificanti misteri del luogo e che la cura per il raggiungimento del benessere è davvero poco ortodossa.
















Ci saranno spoileroni e sarà presente anche la fine del film, giusto per togliervi il piacere di perdere due ore e mezza di vita a guardarlo.

Non vi scomodate a ringraziarmi, anzi divertitevi :D 





Prendendo in prestito il titolo di una celebre commedia shakespeariana, dico solo “Molto rumore per nulla”.

Team interi di pubblicitari che hanno sprecato il loro preziosissimo tempo – naturalmente ben pagati, mi auguro – creando ben sei siti di fake news, spot ed inviti “a curarsi”.

Sinceramente, dopo la visione di questo film mi sento di invitare alla cura il regista e lo sceneggiatore (che poi coincidono, quindi l'invito è doppio).





Che palle, devo andare a recuperare un vecchio che se la sta spassando in Svizzera






Ma partiamo dall’inizio: il protagonista, Lockart, è un giovane ed ambizioso broker di Wall Street che viene incaricato di riportare a New York l’Amministratore Delegato (CEO) della società per cui lavora e che deve firmare alcune liberatorie per una fusione con un’altra società.

Sembrerebbe una missione semplice, se non fosse che l’uomo ha scritto una lettera abbastanza strana nella quale afferma che non tornerà più nella sua città, preferendo vivere forever in questo centro miracoloso.





Mi mancava solo Cicerone/Spiegone




Così Lockart si trova in viaggio – palesemente contrariato e talmente so, so busy che viene voglia di strappargli il portatile ed il cellulare dalle mani per la rabbia – alla volta della Svizzera.
Appena arrivato, naturalmente il suo autista non si limita a fare da cicerone, ma comincia lo spiegone parziale: la SPA è situata all’interno di un meraviglioso castello che, duecento anni prima, era stato bruciato insieme ai proprietari, barone e baronessa alla loro prima (focosa) notte di nozze.
Grazie a questo incoraggiante racconto, il protagonista entra nella struttura a millemila stelle, notando la felicità di questi vecchi ricconi vestiti di bianco che giocano, fanno aquagym, saune, massaggi…..




Sti vecchi si stanno divertendo, alla faccia mia (cit. Lockart)



Ma non è tutto oro quello che luccica, e Lockart lo scoprirà dopo aver avuto un incidente in auto quasi mortale che lo costringe a trattenersi lì: in realtà la SPA non è un centro benessere, la SPA è una società (a delinquere) per azioni! 



Bilanci falsificati, inadempienze Iva, prestanomi vari...sono all'inferno!




Appurato questo, il nostro eroe cercherà di fuggire – con una gamba ingessata e su di una bici! – da questo luogo infernale insieme all’unica “paziente speciale” del centro, ovvero Hannah, una “donna con la mente da ragazzina” (cit. del capo della struttura) che ha il diabolico vizio di camminare sui tetti ed i cornicioni, quasi a voler emulare Louisa Clark nel libro “Dopo di te” (per leggere la recensione su questo libro clicca qui), la cui straordinaria abilità è quella di canticchiare musichette inquietanti e comparire random dal nulla per far credere allo spettatore che è uno spettro (ma non lo è, quindi fine della storia e sorpresa svelata).






Ciao a tutti, sono Hannah, il mio idolo è Louisa Clark e mi piace far finta di essere un fantasmaaaa!!11!!11!!






Da qui in poi si scopriranno degli “orrori” della clinica (più che spaventosi fanno solo ribrezzo), cure con gocce a base di “pesce sudato” (cit.) e pratiche super iper nonsense dal dentista.
Oltre che mummificazioni inutili e scene del tutto incomprensibili e slegate dalla trama principale.




Mai più il dentista della mutua, mai più!






La cosa che mi manda in bestia di questo film non sono tanto le ore perse della mia vita a guardarlo, ma lo spreco di talento.

Un cast fantastico ed azzeccato, una soundtrack perfetta ed un dettaglio nella regia davvero incredibile rapportati a personaggi di dubbia utilità e dalla storyline che presenta talmente tanti buchi narrativi che la rete per pescare le anguille assassine del film sembra più fitta e, amaramente, un Verbinski sfiancato dai flop che scopiazza Verbinski ai tempi d’oro.

Riproponendo il parallelismo con “Dopo di te” della Moyes (il link allarecensione è sempre quello, ma ve lo ripropongo), in quell’articolo ho precisato che “L’opera omnia” è solo una per ognuno di noi.
Del resto è impossibile pensare di sfornare capolavori a ripetizione.
Purtroppo Verbinski non è dello stesso parere e non smette di confezionare film perfetti in tutto…tranne che per la trama.
E’ curioso, infatti, che il suo nome sia diventato famoso solo grazie a “The ring”, che è remake di un film chiamato con un qualche impronunciabile nome giapponese e non con dei film partoriti dalla sua mente (come è in effetti questo film). 
Come regista è molto bravo, nulla da dire, ma per le storie, pressappochiste e vergognosamente, ripeto, nonsense (a parte il primo ed unico film davvero carino “La maledizione della prima luna” – continuo a considerare solo quello, il resto dei Pirati dei Caraibi non esiste –, qualcuno ha detto “The lone ranger”?. Di quel film si salva solo il poliedrico Johnny Depp, null’altro), nonché dotate di alcune scene così crude che, bah, sinceramente preferisco saltare questo passaggio. 
Insomma è un po’ come il buon Tornatore che, senza apparenti motivi, ha il vizio di propinare scene di tori sgozzati e sangue a gogò quasi a voler affermare la sua supremazia maschile (a nessuno importa dei suoi complessi, ma lui ce li fa notare servendoli su di un piatto d’argento). 




Hannah, prendi le goccine a base di PESCE SUDATO, da brava!






Insomma, questo film mi ha fatto pensare un’inquietante what if (e vi chiedo perdono per gli incubi che vi porterà stanotte – montate la staffa anti caduta dal letto, mi raccomando!): immaginate, a parti invertite ed a grandissime linee, un film girato da Spielberg con protagonisti Manuela Arcuri ed il “Brad Pitt de noialtri” Gabriel Garko.
Qualcosa stona nel complesso, da qualunque parte si gira il film per analizzarlo.




Ma in questa clinica lo usano il detersivo?





Ebbene, ritornando a ‘sta benedetta cura dal benessere, ho notato l’esatto contrario e mi ripeto con piacere: abbiamo un Dane DeHaan (me lo ricorderò sempre come Lucien Carr in Kill you darlings, con quello sguardo intrigante ed enigmatico) che è davvero convincente nonostante il personaggio, un Lucius Malfoy passato al lato babbano della vita che si gode i galeoni del mondo magico sotto il falso nome di Heinrich Volmer e dirige questo centro termale miracoloso, una protagonista femminile (Mia Goth) che ad occhio e croce non ha più di quattordici anni (ed invece è nata nel 1993 e ne ha attualmente venticinque - sta cura le ha fatto benone!) ed è abbastanza espressiva per quello che richiede il ruolo.




Ma la fine, la fine signori miei: se pensate che questo film dall’incipit intrigante finisce bene…o quantomeno decentemente vi sbagliate di grosso!!
Partiamo dalla scena del matrimonio del Dr. Volmer con Hannah: sembra sia una specie di rito strano, che mi ha ricordato molto “la festa” di Eyes Wide Shout (ci siamo capiti). 
Tutti incappucciati, tutti a ballare vorticosamente, tutti a fare versi strani per cantare, tutti ad applaudire quando Volmer bacia la ragazza.
Ma che ce vai ad applaudì che potrebbe essere sua figlia?!
Bah, continuiamo.




Ma perchè mi è toccato il vecchio? -_-'





Dicevamo che questi due si sono sposati – non è chiaro quanto Hannah fosse consenziente su questo – ed il tutto si è svolto ovviamente di notte ed all’improvviso, proprio quando Lockart è in pieno “ti amo cura, love love” (ha appena subìto la cura ed è un nuovo adepto della clinica). 
Ma guarda te il caso!
La scena si sposta in camera da letto dei neo sposini, ed a quel punto accadono un bel po’ di cose trash/nonsense/squallide: Volmer lega Hannah alle colonne del letto a baldacchino, e comincia a dire cose che fanno davvero schifo mentre si spoglia, tipo che lui è il Barone (quello dell’incendio dello spiegone iniziale) e che la moglie che è morta bruciata non era altro che sua sorella, con la quale ha concepito una bambina che, nella realtà dei fatti, è proprio Hannah.
Insomma: Beautiful è nulla a confronto.  



Brutto miscredente, adesso ti innamorerai dell'anguilla!




Lockart, perso nel suo delirio da innamoramento per l’anguilla che è dentro di lui (ho saltato questo passaggio per non farvi stare male, ma è così e non scendo in dettagli), ad un certo punto guarda verso la torre e si ricorda che Hannah è in pericolo, così rompe un bicchiere e con i cocci taglia il gesso alla sua gamba (oltre che le mani, ma dettagli).
Quanto tempo ha passato ingessato?
E’ già guarita la frattura scomposta?
Non ci è dato a sapere, ma supponiamo di sì, dato che sto tizio corre come un dannato SENZA AVER FATTO FISIOTERAPIA PER RIATTIVARE LA CIRCOLAZIONE ALLA GAMBA E RIACQUISTARE IL TONO MUSCOLARE.
Ma tanto, mi direte, questa è solo l’ultima delle cose nonsense della storia.
Ebbene…mi dispiace deludervi: ancora il peggio deve arrivare.
Gli sposini, nel frattempo, danno il voltastomaco: Volmer si lascia andare a dei “poetici” ricordi di quando ha violentato sua sorella, e sarò sincera, ho provato una pena immensa per Jason Isaacs per questa sequenza di scene.
Lui, da meraviglioso attore qual è, è stato talmente perfetto da meritare l’oscar per il “che s’ha da fa’ ppe campà awards” ed ha tutto il mio sostegno, ma sinceramente c’è stata una scena per cui ho desiderato morire di vergogna al posto suo (forse più di una, ma dettagli anche questi): quando si è tolto i pantaloni e stava per violentare Hannah.
Quella scena non l’ho proprio digerita.
Sarà che ho a cuore il tema della violenza sulle donne, sarà che Mia Goth in quel momento urlava più del solito e non riusciva a liberarsi in modo convincente, sarà che Verbinski è bravo a dirigere anche senza trama, sarà che Jason Isaacs è davvero un attore bravissimo e solo con gli occhi sa dire tutto…ma quei venti secondi di immagine me li porterò dietro nella memoria per sempre.
Per fortuna che, rinsavito, arriva il DeHaan e gli piomba dietro, colpendolo con qualunque cosa a tiro (che non ricordo cos’era perché ero talmente sconvolta dalla rivelazione che Volmer voleva farsi sua figlia che ho avuto un blackout).
Direte, sarà finita qui?
Ma magari!



Ma sto tizio ha 2000 anni e non muore mai?!




Per farla breve: Lockart riesce a neutralizzare Volmer gettandolo in pasto alle sue amate anguille assassine, va a fuoco tutto random, Hannah ed il nuovo miracolato riescono a fuggire – sempre in bici – ma vengono investiti in curva dall’auto dei suoi capi che lo stavano cercando (ma dico la patente in America la prendono in omaggio con le patatine?!) e, quando siamo certi che Lockart abbia davvero perso l’uso della gamba in quanto ormai non ne rimane più nulla, lo vediamo rialzarsi e fare il medio a quegli stronzi dei capi che lo avevano investito, recuperare Hannah e fuggire via con un sorriso demoniaco in faccia.   



THE END






Il fumo negli occhi, quello vero





A voi le considerazioni.
Io, sul serio, non ho parole per commentare una trama così contorta e così pateticamente senza senso. 

Le anguille, che erano delle dannate protagoniste, non si è capito il loro ruolo qual era.

Il siero che potere aveva? 
Faceva ringiovanire?
Faceva rincoglionire?
Non si saprà mai.
Una menzione speciale ad una delle vecchiette presenti per poche scene, che aveva dato a Lockart un cruciverba fatto da lei che, tutti noi pensavamo, magari portasse alla soluzione…invece no! 
Non era altro che l’ennesimo fuorviante tentativo di fare cinema d’autore senza averne le capacità.


Che bello, finalmente è finito il film ;)



Verbinski, ti do un consiglio da amica: lasciamo indietro i fasti dei Pirati dei Caraibi, di The ring e di tutte quelle belle cose che hai diretto e vai a fare altro.

Datti al pensionamento, o alla muratura.

Fai qualcosa di utile e non ammorbarci più con queste porcherie.
E, soprattutto, non cercare di dirigere film che non hanno trama per confermare che sei un bravo regista.
Io, se fossi la produttrice, dopo questo film chiederei indietro il capitale investito.




Essere un bravo regista o darmi alla muratura?
Questo è il problema.









Grazie per essere arrivati fin qui!
Come al solito, fatemi sapere se avete visto questo film, se vi è piaciuto o se, come me, avete atteso questa schermata con tutta l'energia rimasta nel vostro corpo...








Recensione a cura di:









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