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|RECENSIONE MANGA| Summer time rendering (vol.2) - Yasuki Tanaka

settembre 17, 2019









Shinpei, cresciuto sull'isola di Hitogashima, vive a Tokyo da quando ha finito le scuole medie. Un giorno però riceve una triste notizia: Ushio, sua grande amica d'infanzia, è scomparsa improvvisamente per un incidente in mare. Tornato sull'isola per il funerale, il giovane sarà costretto a fare i conti con le ombre che si nascondono all'interno della ristretta comunità dell'isola. E mentre le circostanze della morte di Ushio si rivelano sempre più misteriose e cominciano a verificarsi degli avvenimenti inquietanti e inspiegabili, Shinpei si vedrà precipitare in una spirale oscura e drammatica. A Hitogashima, Shinpei e Mio, la sua sorellina adottiva, vengono uccisi dall'ombra di lei. In quell'istante, il ragazzo viene riportato indietro nel tempo, al 22 luglio, quando si trovava ancora sul traghetto che lo avrebbe portando sull'isola. Shinpei sente la voce di Ushio, il suo occhio destro cambia colore e rivede addirittura la sua vecchia amica, nonostante sia morta. Cosa diamine sta succedendo?








Torniamo a Hitogashima con il secondo adrenalinico volume di Summer Time Rendering.



Il primo volume (qui la recensione) ci aveva introdotti in una situazione drammatica: Shinpei torna a casa in occasione del funerale della sua amica Ushio e scoprirà che è stata uccisa da un'ombra malvagia che ha assunto le sue stesse fattezze.
Ma Shinpei ha un dono: poter rivivere in un loop infinito la stessa giornata, così comincerà ad indagare su queste ombre, che sembrano essere capitanate dall'ombra di Mio, la sorellina di Ushio.
Il secondo volume inizia proprio dove era finito il primo, ma c'è una grande sorpresa: Ushio, che è stata appena seppellita, torna misteriosamente in vita.
Ma sarà davvero lei?
E la giovane Mio riuscirà a fuggire dalla sua spietata ombra gemella che desidera solo compiacere la misreriosa "madre"?


Summer time rendering, complice l'estrema cura dei disegni dal taglio spiccatamente cinematografico e della trama articolata di Yasuki Tanaka, si conferma un manga ad alta tensione, che ad ogni pagina sorprende poiché è difficile prevedere cosa accadrà.
Sarà interessante leggere i prossimi volumi, complici i molteplici colpi di scena e rivelazioni tutt'altro che scontati.
Ma, soprattutto adesso che Shinpei scopre un importante dettaglio sul suo potere di rivivere lo stesso giorno, riuscirà il ragazzo a salvare tutti...in tempo?
Lo scopriremo solo leggendo.





Recensione a cura di:








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Si ringrazia la CE Edizioni Star Comics per l'invio del manga






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|RECENSIONE FILM| Dumbo - 2019

settembre 16, 2019








Nome film: Dumbo
Diretto da: James Ponsoldt
Anno: 2019


Principali interpreti: 

Colin Farrell
Danny DeVito
Eva Green














La storia dell'elefantino Dumbo, preso in giro per le sue grandi orecchie, che troverà il modo per riscattarsi e trovare la sua felicità.










Può contenere spoiler





Come potrebbe Dumbo, quell’adorabile elefantino dagli occhi color cielo del mattino e dalle orecchie sproporzionate, non intenerire il cuoricino degli spettatori? Appena il baby pachiderma entra nel campo visivo si attiva la modalità voglia di riempirlo di coccole e moine. 



Naturalmente tutti, o quasi, conosciamo la storia del piccolo elefante volante, avendo visto il cartone animato da bambini ma, mentre quello vedeva Dumbo come il protagonista assoluto della storia, nel live action spicca e si impone la figura umana che, nella versione animata, aveva un ruolo marginale e di comparsa - per esempio il topolino Timoteo viene sostituito da due bambini depressi -, creando una storia più articolata rispetto alla precedente e ne è venuto fuori un intreccio tutto nuovo, complice un pizzico di fiabesco e crudezza, con personaggi ben caratterizzati e che fila fino alla fine. 



Ci troviamo negli Usa, alla fine della prima guerra mondiale. Alle soglia degli anni '20, Holt (interpretato dall'affascinante Colin Farrel - detto "prezzemolino") ritorna nella compagnia circense I fratelli Medici, (che è provvisto di trenino sulle cui carrozze sono raffigurate tutte le specie animali che schiavizzano) con un braccio solo. Reduce di guerra, è intristito anche dalla morte della moglie con cui condivideva la passione per i cavalli: era equestre il loro numero vincente durante le esibizioni. 
Ad attendere l'arrivo di quest'uomo spezzato vi sono i due figli Milly (una bambina dallo sguardo depresso e un po' inespressivo, appassionata di esperimenti scientifici) e Joe (pure lui depresso ma con un velo di gioia in più rispetto alla sorella) e naturalmente il capo del circo Max Medici (Danny DeVito), un ometto tarchiato sniffa guadagni, che afferma di aver venduto i ronzini per un bisogno necessario di liquidità perché convinto che Holt non potrebbe riproporre i suoi famosi numeri da cavallerizzo con un braccio monco.



Ma per risollevare il morale di Holt, Max Medici gli assicura di avere una valida alternativa in serbo per lui: un'elefantessa incinta di nome Jumbo. 
Per ragioni più razionali e naturali, nel live action non abbiamo le cicogne che portano i cuccioli alle mammifere del circo, perciò i genitori dei piccoli spettatori dovranno spiegare come in effetti un elefantino viene al mondo. 
Consiglio di iniziare dalla storia dello stame e del pistillo ;)



Dunque, Holt accoglie la notizia in modo esilarante quanto approverebbe l'idea di un repentino arruolamento nell'esercito; al contrario i bambini tristi sono entusiasti, soprattutto alla nascita del baby elefante. L'odore di soldi per il nuovo arrivo manda in visibilio il padrone del circo, finché non si ritrova davanti un esserino timido tutto orecchie. 
"Un mostro buono solo da infagottare come un clown", viene definita la creatura appena affacciatasi a quella vita di sfruttamento. 
Tutti gli altri artisti circensi trovano il piccolo un po' buffo, ma gli riservano sguardi pietosi e di affetto, pronti a coccolarlo nonostante quell’evidente difetto. 
Ha parlato la donna cannone che si veste da sirena.
Ed è qui che udiamo la celebre canzone:
Bimbo mio vieni quiii. Noo non piangeree cosìì...


Ma siete ciechi?? È carinissimo. 
La versione bebè nel passeggino è micidiale per quanto è adorabile.  


Dumbo, inizialmente chiamato Jumbo come la madre, muove le prime zampe in un mondo tutt'altro che roseo e premuroso, deriso da ignoranti bambocci sparsi sulle tribune, infine strappato dalla sua figura materna a causa di un brutto incidente fomentato dalla stupidità umana. 
Rimasto solo, nella sua triste tenda, Dumbo, depresso, viene importunato dai bambini depressi Milly e Joe, i quali cercano in tutti i modi di tirare su il morale al piccoletto ed è grazie alle loro delicate attenzioni che si scopre il talento scioccante dell’adorabile elefantino: basta una piuma stretta nella proboscide e Dumbo vola come un aeroplano sfruttando le sue orecchie come delle ali. Tant'è che le prospettive di tutti cambiano radicalmente: i bambini hanno trovato uno scopo e Max Medici vede montagne di dollari piombargli sul cilindro, difatti la performance volante dell’elefantino è un successone, tanto da attirare l’attenzione di un certo imprenditore del settore, il ricco sfondato signor Vanverde (Michael Keaton), che dichiara di voler assumere gli artisti del circo Medici al completo - suppur Max non ne sia molto entusiasta. Ed ecco che la truppa di circensi viene trasferita nel gigantesco parco divertimenti di Vanverde, completo di palazzo extralusso in stile indiano in cui alloggiare. Persino Milly osserva il luogo con ammirazione, incantata dagli stand sulle scienza e i primi cinematografi. 
L’impresario - classica faccia melliflua, più falso di una pianta finta comprata dai cinesi - costringe la sua protetta Colette (Eva Green), una trapezista esperta, a preparare un numero eclatante che la vede sul dorso di Dumbo, in aria.
Diciamoci la verità, lei nemmeno ci credeva a un Dumbo volante, perciò all'inizio era convinta di farsi due risate. Appena le viene mostrata la verità, Colette fa una smorfia da “Col cavolo che ci salgo sopra”. Ma ad aiutarla nella preparazione ci sono Holt (con del prevedibile tenero tra loro) e i figli non più depressi. 
Il successo è assicurato ma, alla prima esibizione, le cose non vanno bene come tutti si aspettavano. 
Non voglio raccontare oltre, lasciamo un briciolo di non detto per chi non l'ha ancora guardato.



Se vi interessa il mio parere, per me è uno dei live action più riusciti insieme al Re Leone (qui la recensione), sebbene l'intreccio differisca in alcuni punti dalla storia originale ma che comunque ne mantiene lo spirito: tra le altre, è stata carina anche la scena in cui Dumbo vede gli elefanti tra le bolle di sapone.



Per molti Tim Burton è una garanzia e su questo film in particolare mi trovo d'accordo, più un cast certo degno di una pellicola di successo. 
Anche se io adoro Eva Green, è una delle mie attrici preferite, quindi mi sento molto di parte.

Mi piacerebbe sapere il vostro parere e vi do appuntamento con i prossimi film in carrello.








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recensioni

|RECENSIONE| Mai al sicuro - Andrea Clementini

settembre 16, 2019











Racconti che spiazzano e disorientano, nei quali nulla è come sembra. Fantasie che diventano realtà, incubi ricorrenti che hanno visi ben conosciuti, maghi e streghe, giochi di ruolo si combinano per ricordare che, nella vita, siamo tutti in pericolo...











Sono diversi i temi dei tredici racconti - magia, giochi di ruolo, amori non corrisposti, leggende, omicidio, suicidio e molto altro - inclusi in Mai al sicuro.


Andrea Clementini è giovane e sa di scrivere bene, come si evince dalla lettera finale al lettore, rendendo partecipe il lettore delle varie vicende che vivono i personaggi - sebbene siano presenti dei refusi nel testo - e sapendo spaziare tra vari generi con agilità. 


L'atmosfera dei tredici racconti è cupa, in alcuni casi folle, dai toni abbastanza pessimistici in un mix di realtà e fantasia che si mescolano fino a diventare l'uno l'essenza dell'altro. Ma l'intento chiaro di Clementini è quello di donare speranza: la luce in fondo al tunnel c'è, e basta poco per raggiungerla - dove "poco" sta per "lotta e vivi per vivere una vita piena, senza mai dimenticare che tutti stanno combattendo una battaglia" e che comunque, dietro alla facciata che si mostra in pubblico, c'è un lato nascosto in chiunque. 


Molto interessante è il lato introspettivo di ogni racconto: entrare in empatia con i vari protagonisti è facile, dato che le loro emozioni sono descritte in maniera realistica, complice lo stile diretto e colloquiale adottato da Clementini, e comunque ci si trova a riflettere su quanto i nostri gesti incidano sulle altrui esistenze.


Se vi piacciono le raccolte di racconti potrebbe intrigarvi, ma fate attenzione ai sogni nascosti: potrebbero avverarsi...e non sarete mai più al sicuro.







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Si ringrazia l'autore per l'invio del libro cartaceo





blogtour

|BLOGTOUR| La corte di ali e rovina - Sarah J. Maas

settembre 14, 2019



Bentrovati, miei adorati lettori! 


Oggi ospito la terza tappa del BlogTour dedicato a La corte di ali e rovina di Sarah J. Maas!
Siete pronti a votare la più bella cover di ACOWAR?










Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall'uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.





COVER BATTLE








A sinistra la versione originale della Bloomsbury, adottata da quasi tutti i paesi in cui è stata tradotta la serie (si dice che Sarah J. Maas abbia visto una fan art di Feyre con quel vestito ed abbia pregato i grafici di far indossare alla Feyre in copertina lo stesso vestito!), a destra quella della nostra Mondadori che, come per le altre due, ha proposto delle cover molto somiglianti.

Quale delle due vi piace di più?
Fatemelo sapere con un commento!









Ed eccoci arrivati alla fine della tappa!
Se siete curiosi di sapere cosa penso de La corte di ali e rovina cliccate qui per leggere la recensione!



Seguite le precedenti e le prossime tappe di questo Blogtour, sono curate da blogger fantastiche!






Tappa a cura di:











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contributor

|REVIEW PARTY| Un amore colpevole: Giada - Anna Chillon

settembre 14, 2019












Il giorno del mio diciottesimo compleanno pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi. Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare.
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui.
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.



















Giada è una ragazza insicura di appena‭ ‬18‭ ‬anni; timida, ma con la testa sulle spalle.
La ragazza non ha molta esperienza in fatto di ragazzi ma è attratta - ricambiata - da Simon, un ragazzo‭ “‬cattivo‭” ‬forzato ai lavori socialmente utili, e prende al volo l’occasione per conoscerlo meglio quando i genitori si recano a Roma per un progetto famigliare e la lasciano sola a casa.‭ 
‭M‬a c’è un imprevisto, e si chiama Vincent.‭ 
Vincent è un uomo di‭ ‬43‭ ‬anni,‭ ‬migliore amico di suo padre e fotografo, che‭ ‬è stato incaricato dai genitori per tenerla sotto controllo in loro assenza.‭ 
Giada e Vincent,‭ ‬si conosco da sempre e si sono sempre punzecchiati a vicenda,‭ ‬ma adesso ogni volta che lui va a trovarla cerca sempre di impedire le sue idee per incontrare Simon.
La realtà è che lei non è più una bambina e la sua femminilità risulta più bella ogni giorno che passa e lui ha dei‭ “‬bisogni‭” ‬da maschio predatore.
È l’inizio di un gioco di desiderio e di dominio sessuale.‭ ‬Tutto è sbagliato,‭ ‬ma solo il destino può giudicare i fatti.‭ ‬Come finiranno le cose tra loro‭? ‬È solo un infatuazione oppure amore‭? 
Chi può veramente fermare i corso degli eventi‭?



<< Davvero sono il tuo paradiso‭?>> 
<< No,‭ ‬sei una serie infinita di attimi di paradiso e il mio inferno‭>>



Giada e Vincent sono dei personaggi difficili.
Vincent è senza dubbio il capro espiatorio:‭ ‬per molti è colpa sua del suo comportamento che ha dato il‭ “‬via‭” ‬a tutto,‭ ‬ma per capire il suo carattere bisogna leggere il libro e naturalmente il suo personaggio con la mente aperta senza pregiudizi.
Giada è descritta come la tipica ragazza acqua e sapone, come tutte le altre,‭ ‬ma sotto il suo visino semplice c’è tutto un mondo da scoprire.
Questa storia d’amore non è per tutti,‭ ‬alcune volte ci sono eventi narrati in modo crudo e reale:‭ ‬l’autrice non ha voluto indorare la pillola e per questo motivo l’ho ammirata molto.
Ho letto questa atipica storia d’amore che mi ha sorpresa e, arrivando alla fine del libro, ho capito che ognuno ha il suo carattere, bello o brutto che sia, e che si‭ ‬deve solo trovare la persona che ci accetta per quelli che siamo.‭ 

















Recensione a cura di:





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Si ringrazia l'autrice per la copia digitale






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