|RECENSIONE| iI convalescente - Jessica Anthony

novembre 10, 2019








Un omino barbuto e muto vende carne da un autobus guasto nel mezzo di un prato in Virginia: il suo nome è Rovar Ákos Pfliegman ed è l'ultimo Pfliegman rimasto sulla faccia della Terra. L'autobus è anche la sua casa, e l'unica compagnia che ha è un grosso scarabeo domestico. "Il convalescente" è il racconto della vita grottesca e solitaria di Rovar, tempestata di sfortune e acciacchi, e allo stesso tempo è la narrazione di migliaia di anni di storia ungherese, tormentata dalla costante e fastidiosa presenza della inetta tribù dei Pfliegman.













C'è questo omino muto, barbuto e zoppo che vende carne da un autobus guasto nel bel mezzo di un prato in Virginia. Gli acquirenti comprano da lui perché sono incuriositi, perché sembra quasi un fenomeno da baraccone, ma dietro l'esteriorità c'è l'identità di un uomo: Rovar Ákos Pfliegman, ultimo discendente dell'antica stirpe dei Pfliegman (una delle meno nobili casate di quella che oggi chiamiamo Ungheria e condannata a sbagliare senza mai imparare dai loro errori - un chiaro rimando al mondo che, sempiternamente e con presunzione, continua a sbagliare quando basterebbe studiare un minimo di storia). Ma questo loro - gli acquirenti, il gestore del supermercato, la pediatra, tutti gli altri - non lo sapranno mai, perché Rovar non parla. 
Ma parla al lettore, e ciò che racconta è surreale: una storia ricca di quella particolare personalità che, altrimenti, sarebbe finita nell'oblio insieme alle sue considerazioni, le sue battute, il suo passato e quello degli antenati e la sua visione della vita.


Lo scopo di Jessica Anthony è chiaro: dà voce agli invisibili, gli esseri viventi che vivono ai margini della società (e del mondo) che non possono esprimersi, ma dentro di loro c'è un universo di vissuto degno di essere conosciuto. Ma la cosa pregevole è che lo fa senza intenti moralizzatori: Rovar c'è, esiste, ha una voce che viene, adesso, custodita anche dal lettore. 
Semplicemente.
Ed è questo tratto del libro che porta chi legge a riflettere: quanta gente pensiamo di conoscere e poi, invece, scopriamo che ci veniva detto solo quello che volevamo sentirci dire? 
Quante volte abbiamo creduto di ascoltare le parole del nostro prossimo quando, invece, stavamo solo sentendo?



Il convalescente - portato in Italia dalla Pidgin Edizioni che, tramite copertine attraenti e cura maniacale, regala storie che arricchiscono la mente - custodisce il sapere di Rovar, ma è il lettore a dover fare tesoro di ciò che emerge da una personalità atipica, quasi borderline, e che merita di essere letta - ed ascoltata - col cuore.






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Si ringrazia la Pidgin Edizioni per l'invio del libro cartaceo





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