|RECENSIONE| La congiura dei fratelli Shakespeare - Bernard Cornwell

maggio 15, 2019







LA CONGIURA DEI FRATELLI SHAKESPEARE


di 
Bernard Cornwell

Nel cuore dell'Inghilterra elisabettiana, Richard Shakespeare sogna una carriera brillante all'interno del mondo teatrale londinese, mondo dominato da suo fratello maggiore, William. Ma Richard è un attore squattrinato, che sopravvive solamente grazie al suo bel viso, alla lingua tagliente e a piccoli furti. A poco a poco allontanatosi dal fratello, la cui fama cresce sempre di più, Richard è fortemente tentato di abbandonare la fedeltà alla famiglia. Così quando un manoscritto dal valore inestimabile sparisce, i sospetti ricadono su di lui. Costretto in un doppio gioco ad alto rischio che minaccia di rovinare non solo la sua carriera e l'eventuale ricchezza futura, ma anche quella dei suoi colleghi, Richard deve affidarsi a tutto ciò che ha imparato sugli spalti dei teatri più frequentati e nei vicoli meno battuti della città. Per evitare il patibolo, dovrà ricorrere a tutta la sua astuzia...











Nell'Inghilterra elisabettiana vive e scrive William Shakespeare, il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Ma, per una volta, non è lui il protagonista del romanzo, bensì suo fratello minore Richard.
Il ragazzo è, a differenza dell'illustre parente, uno squattrinato che lavora al Theatre come attore e che accetta giocoforza i ruoli di ragazze e commette qualche furto per sbarcare il lunario. 
Sarà proprio questa sua propensione ai furti che lo caccerà nei guai, così si troverà a far tesoro di tutte le sue esperienze per non finire sulla forca e vivere serenamente la sua storia con Silvia, una cameriera che gli ha fatto perdere la testa.


Il romanzo è un'ode al teatro e all'età elisabettiana in tutte le sue sfaccettature, tanto che si potrebbero definire come veri protagonisti della vicenda in cui si muovono personaggi realmente esistiti e non.
Elisabetta I, dal 1558 al 1603 e fino alla morte del suo successore Giacomo I nel 1625, fece prosperare l'Inghilterra grazie ad uno sviluppo economico e culturale, dovuto alla convivenza comune e pacifica tra i puritani, anglicani e i cattolici (che si era persa col regno di Enrico VIII e la sua riforma protestante e con la figlia Maria I che aveva imposto il ritorno della religione cattolica, di fatto ingaggiando una lotta contro i protestanti e uccidendo chiunque non avesse abiurato). 
Fu sotto il suo regno che William Shakespeare, con le sue tragedie e commedie, ha emozionato il popolo inglese, inserendo anche dei sottili riferimenti ai precedenti regnanti e disseminando indizi su cosa realmente pensasse delle azioni sconsiderate dei monarchi.
Ma il ritratto dell'epoca d'oro che ci restituisce Cornwell non è così idilliaco: i puritani giudicano il teatro fonte di perdizione (per questo le donne non potevano recitare e gli uomini erano costretti ad interpretare ruoli femminili) e fanno di tutto per ostacolare le messe in scena delle opere, i cui copioni sono preziosissimi. Perché chi ha il copione completo ha in mano lo spettacolo, il teatro pieno ed i guadagni assicurati e non importa di chi sia la paternità dello scritto: non ci sono leggi sul diritto d'autore ed i mecenati dei teatri concorrenti lo sanno.
Ed è proprio qui che entra in gioco il fratello minore di Shakespeare: viene accusato di aver rubato un copione inedito ed importantissimo per l'intera compagnia.
Ma si sa che, se si cresce in ambiente teatrale, si sa fingere...o no. 


La congiura dei fratelli Shakespeare è un romanzo dal delizioso taglio classico, in cui tutto è una finzione reale. Ci si ritrova tra le fila del Theatre (il primo teatro adibito alle rappresentazioni teatrali a pagamento) ad assistere alle prove delle commedie e dei drammi Shakespeariani, ad eseguire i riti scaramantici prima di andare in scena insieme agli attori, a godere degli applausi del pubblico. Si vive in una Londra piovosa e sovraffollata, si sgomita per avere un ritardo nel pagamento dell'affitto e, tutto sommato, ci si rende conto che mondo era e mondo sarà. 
Un accurato ritratto dell'epoca elisabettiana che porta alla luce un personaggio rimasto sempre nell'ombra, quale Richard Shakespeare, che delinea dei ritratti non mitizzati - ma un po' romanzati - di personalità che sono realmente esistite, che lo rende un libro imperdibile per chi ama Shakespeare (di cui sono presenti riferimenti a Sogno di una notte di mezza estate e Romeo e Giulietta), la genesi del teatro e delle ricostruzioni particolareggiate della storia inglese.






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Si ringrazia la Longanesi Editore per l'invio del libro cartaceo





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