|REVIEW PARTY| Il rifugio - Nora Roberts

settembre 29, 2020

 













Quando gli spari risuonarono nel centro commerciale, Simone Knox sapeva che cosa fare. Mettersi al riparo. Questo è quello che ti insegnano nel caso di una sparatoria di massa. Quindi, in quella terribile e calda giornata dell’estate 2005, Simone fu fortunata. Era sfuggita alla morte. Ma non sarebbe mai più stata più la stessa. Più di dieci anni dopo, Simone ancora lotta con il dolore, il trauma, e il malriposto senso di colpa che prova un sopravvissuto. Passa la maggior parte del suo tempo da sola a Tranquility Island – una piccola comunità di artisti al largo della costa del Maine. Sta modellando sé stessa con impegno, come realizza le sue sculture, straordinarie e molto apprezzate. Mentre si prende cura di sé decide di confidarsi con Reed Quartermaine, anche lui sopravvissuto alla sparatoria e ora diventato un detective. Ma qualcuno sta osservando tutti i sopravvissuti del massacro del Down East Mall. Ha passato anni a perfezionare un piano per finire quello che avevano iniziato quel giorno. E ora che Reed e Simone si sono ritrovati, sono molto più in pericolo di quanto possano immaginare, minacciati da un killer che non vorrà e non potrà fermarsi.






















Bastano pochi minuti per sconvolgere l’esistenza delle persone: una sparatoria, in questo caso, e nulla sarà più come prima. I sopravvissuti sono Simone Knox e Reed Quartermaine, entrambi miracolosamente scampati al massacro per puro caso.
Li ritroviamo dieci anni dopo: lei è un’artista, lui è il comandante della polizia di Tranquillity Island.
Cosa li lega, oltre l’esperienza comune di quasi morte? Gli incubi, l’angoscia e il senso di colpa per essere superstiti di una strage. Ma, mentre Simone e Reed s’innamorano e cercano di andare avanti, gli altri sopravvissuti cominciano a morire in modi strani…




Nora Roberts, pluripremiata autrice di oltre 150 romanzi pubblicati in 35 paesi (da cui sono anche stati tratti alcuni film), ritorna in libreria con il genere che l’ha resa famosa: il romantic suspense, senza però abusare con la storia d’amore. Si concentra, invece, sulla psicologia – dell’assassino, dei sopravvissuti – e riesce a inserire anche una disamina attuale sul possesso delle armi da fuoco (spesso illegale) in America e ciò che comporta quando finiscono nelle mani di persone mentalmente instabili. L’unico punto un po’ più ridondante è l’introspezione di tutti i personaggi che sono riusciti a sopravvivere alla strage, ma l’aspetto psicologico è molto interessante perché riguarda l’elaborazione del lutto e del trauma, oltre che la difficoltà nell'intraprendere rapporti umani essendo affetti dalla sindrome del sopravvissuto.




In definitiva, Il rifugio è un libro che intrattiene e mostra le conseguenze di un evento traumatico e le difficoltà per rinascere, intrattenendo e tenendo col fiato sospeso fino all'ultima pagina.







Si ringrazia la CE Leggereditore per l'invio del libro digitale




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