|RECENSIONE| L'ultima luna - Camillo Carrea

giugno 22, 2019











L'ULTIMA LUNA



di Camillo Carrea
 


Nel romanzo agiscono tanti personaggi ma il vero protagonista è il paese, pervaso da un'aura misteriosa che echeggia di via in via. Sulle sue donne pende una maledizione: esse sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova. Poche hanno un figlio. In un'atmosfera carica di oscuri segreti cresce Alessandro Attilio, il narratore: ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto Gliostro, il secondo dal resto del paese. Ha due nonni che si odiano a morte: Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e Bonifacio, apparentemente cinico e miscredente. E tre zii, frutto di uno strano parto plurigemellare. E c'è Zelda, la ragazza dei suoi sogni. Nel paese i pochi giovani vogliono divertirsi, ma gli anziani gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino. Virgilio, il pittore. Infinita parla poco e assomiglia al volto di donna dipinta sulla parete del bar della Luna nuova. Lodovico e Adelchi risalgono le scale della storia per capire da dove nasca il mistero che avvolge il paese, tra eretici, alchimisti e streghe. Intanto le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte.










In un paesino vive Alessandro Attilio, un centenario che racconterà la sua vita a partire dalla giovinezza fino alla vecchiaia e quella degli abitanti del paese, permeando i ricordi di mistero, inquietudine, avvenimenti fantastici e storici. 
E, mentre le epoche cambiano, un'unica costante rimane: là, in alto nel cielo c'è la Luna che osserva lo svolgersi degli eventi.


All'inizio ci si sente disorientati dallo stile di Carrea: continui flashback e flashfoward, l'intromissione visibile dello scrittore per riannodare i fili perduti della narrazione e i repentini passaggi di tempi verbali rendono faticoso il proseguire nella lettura ma, dopo la prima metà, si prende il ritmo e la storia fluisce senza intoppi, rendendo evidenti e chiarendo gli intrecci intessuti nella prima parte. 
In un paese fiaccato dalla superstizione, si intrecciano le vite dei personaggi di questo romanzo corale nel corso degli anni, di cui è interessante seguire il percorso: tutti ben caratterizzati, ognuno con una peculiarità utile al fine del racconto e che sono talmente tridimensionali che potrebbero benissimo essere persone realmente esistite nei loro amori, dolori, litigi e sogni. Così come lo è la presenza delle donne silenti che, come sempre, sono costrette a lottare e ad agire nell'ombra per tenere le fila di tutto e che sembrano avere un rapporto particolare con i cicli lunari.


In definitiva, è un romanzo che si apprezza proprio per la particolare narrazione, che conquista lentamente e che riesce ad emozionare, racchiudendo in sè i valori familiari di epoche passate e che serba un finale a libera interpretazione del lettore.





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Si ringrazia Camillo Carrea per l'invio del libro cartaceo





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