|REVIEW PARTY| Il tallone di ferro - Jack London

maggio 12, 2020








California, anno 419 della Fratellanza dell'Uomo, XXVI secolo dell'era volgare.

Lo storico Anthony Meredith ritrova nascosto nel tronco di una quercia il Manoscritto che Avis, moglie e compagna del rivoluzionario Ernest Everhard, ha lasciato incompiuto nel 1932, prima di essere giustiziata dai Mercenari dell'Oligarchia. Nelle pagine scrupolosamente annotate da Meredith si narrano «gli anni turbolenti compresi fra il 1912 e il 1932», quando Stati Uniti, Canada, Messico e Cuba sono schiacciati sotto il "tallone di ferro" di una dittatura protofascista e un manipolo di coraggiosi rivoluzionari tenta, invano, di rovesciarla. Il momento culminante è la carneficina della Comune di Chicago (episodio in cui confluiscono le suggestioni della rivoluzione russa del 1905 e del terremoto di San Francisco del 1906). Sopravvissuta alla prigione e al massacro, protetta da una nuova identità, Avis rievoca gli astratti furori di Everhard e la violenza perfettamente orchestrata dell'Oligarchia in maniera vivida, con una totale adesione sentimentale che - chiosa Meredith - «restituisce la percezione in diretta di quell'epoca terribile».


Capostipite dei grandi romanzi del Novecento utopico-distopici, Il Tallone di Ferro (1908) anticipa gli orrori dei totalitarismi che di lì a poco avrebbero segnato la storia mondiale, e se da un lato svela tutta l'ambiguità poetica del sogno socialista di Jack London, dall'altro è una lettura di notevole forza icastica, tuttora capace di lasciare senza fiato.















Lo storico Anthony Meredith, ritrova fortuitamente dopo anni il manoscritto Everhard, scritto in prima persona da Avis Everhard, figlia benestante di una famiglia ricca, che si innamora e diventa sposa di Ernest Everhard, carismatico rivoluzionario socialista e filosofo che lavora come maniscalco, una classe sociale che viene sfruttata e vessata da una società oligarchica.
Avis, senza malizia alcuna, racconta ogni aspetto della società schiacciata dal “tallone di ferro”, una dittatura protofascista, e il coraggio dei pochi rivoluzionari che tentarono di rovesciarla senza risultato.



Pubblicato per la prima volta nel 1908 e considerato come appartenente al genere della distopia moderna fantapolitica, Il tallone di ferro è uno dei titoli profetici sul futuro che avrebbe sconvolto una nazione – l’altro degno di nota è, sicuramente, il capolavoro di Orwell 1984 (scritto nel 1948).
La chiave del successo de Il tallone di ferro è sicuramente data dalla genialità di London nel narrare, attraverso l’espediente del manoscritto di Avis, il suo pensiero in merito al nascente Partito Socialista degli USA in modo sottile e raffinato, lasciando il finale aperto e facendo intuire che l’oligarchia esiste ed esisterà sempre, ed è nostro compito lottare affinché non prenda il sopravvento.



Arricchito dalla postfazione di Cinzia Scarpino che analizza il periodo storico in cui è vissuto London e ne chiarisce alcuni aspetti, Il tallone di ferro è un romanzo crudo che sa spiazzare ma sa aprire gli occhi sul passato che, in fin dei conti, è un presente e un futuro.
Perché le oligarchie non cesseranno mai di esistere.
O saremo così coraggiosi da ribellarci? 










Si ringrazia la CE Mondadori per l'invio del libro digitale





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