|REVIEW PARTY| Cronache marziane - Ray Bradbury

giugno 21, 2020









Dalle prime fallimentari esplorazioni umane all'invasione e infine al declino: Cronache marziane (1950) è il resoconto della conquista e della colonizzazione di Marte da parte dei terrestri. Tutto avviene in meno di trent'anni, tra il 2030 e il 2057, quando lo scoppio di una guerra atomica costringe i terrestri a rientrare e Marte, pianeta antichissimo, resta nuovamente abbandonato. Sui suoi immensi mari di sabbia privi di vita passano i grandi velieri degli ultimi marziani, creature simili a fantasmi, ombre e larve di una civiltà che gli ingombranti terrestri venuti da un mondo sordo e materialista non hanno saputo vedere né comprendere.

Capolavoro della fantascienza, Cronache marziane è in realtà molto di più: in queste pagine ricche di inventiva e di poeticissime immagini, Bradbury travolge i limiti della letteratura di genere, ritrovando l'universalità simbolica della fiaba e dell'epos: «Cronache marziane» scrive infatti nell'Introduzione «sono Tutankhamon che esce dalla tomba quando avevo tre anni, le saghe norrene quando avevo sei anni, e gli dèi greco-romani che mi affascinavano tantissimo quando avevo dieci anni: insomma mito puro». Ma non solo: Bradbury sente l'urgente bisogno di parlare del mondo che lo circonda: il "suo" Marte è il ricettacolo dei fantasmi dell'epoca, un pianeta dell'immaginario americano degli anni Quaranta che racchiude sogni, desideri, speranze di un Paese partito alla conquista dello spazio che assiste allo sgretolarsi delle proprie ambizioni e illusioni.




















Ritorna in libreria Ray Bradbury, padre della fantascienza e della letteratura weird, con una nuova edizione cult per le sue Cronache Marziane.



In seguito a un disastro nucleare, gli abitanti della terra partono all'esplorazione di un nuovo pianeta dove abitare. 
Marte è, dunque, il sogno utopico dei terrestri, ma ancora non si rendono conto che il loro modo vivere (sbagliato) che conducevano sulla terra natia non porterà altro che problemi sul nuovo pianeta colonizzato…



I ventotto racconti di Bradbury – che ricoprono l’arco narrativo dal 1999 al 2026 – raccontano degli uomini che, da semplici ospiti invisibili agli occhi dei marziani, cominciano a ripercorrere il sentiero già battuto degli errori che hanno distrutto i pianeti: potere, ricchezza, conquista ed espansione del territorio sono solo alcuni degli aspetti su cui Bradbury si è soffermato, con uno sguardo lirico e profondo. È inquietante il parallelismo con la colonizzazione delle Americhe e la snaturalizzazione dei popoli, così come è inquietante guardare un pianeta morire per la cattiva gestione degli ospiti.



Con un finale ambiguo e dalla duplice interpretazione, Cronache Marziane è un viaggio, sì, ma non nel futuro: quello è già il passato da cui non abbiamo imparato nulla – croce dell’animo umano, quello di ripetere in un loop infinito sempre le stesse azioni.
Dunque, siamo pronti ad evolverci davvero e confrontarci con altre civiltà?
Come sempre, il potere di fare qualcosa di buono c’è, ed è nelle nostre mani.
Oggi più che mai.












Si ringrazia la CE Mondadori per l'invio del libro digitale





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