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|RECENSIONE| Il Boscaiolo - Paola Marchese




IL BOSCAIOLO

di
Paola Marchese








Editore: Algra Editore
Data di Pubblicazione: 2016
Formato: copertina flessibile
Pagine: 184


Prezzo








Sicilia, XIII secolo: agli Svevi succedono gli odiati Angioini. 
Le famiglie nobili sono a un bivio: inchinarsi al nuovo dominatore per convenienza, o rimanere coraggiosamente fedeli al vecchio? 
Gli Ansalone di Castelmontalto vivono in prima persona il dilemma nello scontro tra l’opportunista barone Ruggero e l’idealista nipote Lidia. 
Come risolvere il problema ed eliminare allo stesso tempo una nipote scomoda, senza sporcarsi le mani? 
Con l'aiuto di un provvidenziale boscaiolo. 
Ma quali segreti cela l'improvvisa comparsa dell'uomo? 
E quali lezioni Lidia potrà imparare da un umile taglialegna? 






















Questo romanzo storico è stata una piacevole scoperta, anche perché conosco l’autrice da anni e sono lieta che mi abbia affidato la sua creatura da recensire.

Nel periodo storico dei “Vespri” siciliani – questo nome è dovuto alle rivolte che scoppiarono all’ora del vespro del lunedì di Pasqua del 1282 –, la famiglia Ansalone di Castelmontalto è ad un bivio: stare dalla parte degli Angioini, i nuovi dominatori, per convenienza o rimanere fedeli agli odiati Svevi?
Il Barone Ruggero, opportunista senza eguali e reggente del feudo fino a che il nipote Christian non compia la maggiore età, decide per tutti: si schiera con gli oppressori francesi per poter continuare indisturbato i suoi interessi. Il diciannovenne nipote, prossimo alla reggenza, però si oppone ed il crudele zio lo esilia con l’accusa di tradimento. Questa cosa sconvolge Lidia, baronessina sedicenne e sorella di Christian, che mal sopporta la connivenza dello zio con i francesi. Decisa a salvare il fratello dalla morte e sotto ricatto, Lidia è costretta a sposare Karl, un boscaiolo che ha salvato l’odiato parente da morte certa e che l’ha voluta come ricompensa per il magnanimo gesto.
Da quel momento, la baronessina viziata ed antipatica subirà una lenta trasformazione: al fianco del marito, e con la sua supervisione, imparerà ad accendere il fuoco, cucinare, rassettare e scoprirà cosa significa la parola “sacrificio”, tutte cose a lei sconosciute fino a quel momento.
Ma sarà durante un viaggio misterioso e pieno di pericoli verso Messina che Lidia comincerà a guardare con occhi diversi Karl…


Quello che mi è molto piaciuto è stato il metodo di narrazione: Paola affida ai vari personaggi il compito di narrare alla protagonista (che non ha mai visto altro che il suo castello arroccato nel feudo) i vari miti e le leggende legate alla Sicilia, a Catania ed al Liotru (simbolo della città agatina), oltre che Messina ed i vari paesini limitrofi; i personaggi racconteranno, poi, anche molto sullo stile delle costruzioni dell’epoca, usi e costumi e curiosità che denotano quanto lavoro di accurata ricerca vi sia dietro questo libro.
Durante la lettura, il lettore si ritrova ad essere esattamente come Lidia: smarrita in un’epoca che non conosce, desiderosa di conoscerne tutti i segreti e, in questo, Paola Marchese è brava, perché senza scendere in campo come evidente narratore, come un latente cicerone accompagna il lettore/Lidia per mano alla scoperta di un’epoca a noi sconosciuta, svelando un mondo remoto di una bellezza impareggiabile. 
Altro punto a favore di questo romanzo storico è che la storia d’amore tra i protagonisti non è per nulla esasperata: è composta da giochi di sguardi, parole non dette, spalle voltate e dichiarazioni sommesse perché, a ben vedere, non è la loro storia ad essere in primo piano, ma la loro interazione con il periodo storico.
Il loro ruolo sarà decisivo per spodestare, dopo anni, dalla Sicilia i vari oppressori che hanno solo usurpato e distrutto una terra meravigliosa.

I personaggi sono ben definiti, c’è lo scontro “buoni vs. cattivi” ed è presente anche la questione “cuore vs. appartenenza alla famiglia”.
In particolare, ho apprezzato molto il personaggio di Lidia e quello che rappresenta: è una ragazzina, ha un cervello, pensa e s’interessa di politica. Per l'epoca, è il simbolo per eccellenza di quello che una donna non dovrebbe essere, per il solo fatto che sa pensare, e per questo viene punita: lo zio la obbliga a sposare un boscaiolo, Karl. 
Perché una donna non deve avere opinioni….mai.
Sono felice che Paola abbia voluto inserire un elemento chiave della prevaricazione e della violenza perpetrata a danno delle donne: lo svilimento morale.
All’epoca, le donne erano utilizzate come “merce di scambio” per ottenere favori, alleanze, terre.
Basti pensare ai luoghi “civilizzati” dove, ancora oggi, la donna dopo il matrimonio perde il suo cognome “DI-nome-del-padre” in favore “DI-nome-del-marito”, una cosa che riduce la donna al ruolo di oggetto.
E’ più che normale che nel XIII secolo, in Sicilia poi, una donna come Lidia fosse vista più come una zavorra che come un aiuto concreto alla risoluzione dei problemi.



Questo romanzo storico è un’opera prima e nessuno potrebbe mai immaginarlo, né per forma né per contenuto: è curato nei dettagli, pulito, preciso e con uno stile di narrazione quasi antico, che schiaccia l’occhio ai grandi classici, sebbene sia stato pubblicato solo nel 2016.
Ciò significa che, oltre ad una ricerca attenta e precisa sul periodo storico, c’è di fondo una grande cultura: terminologia colta e scorrevole, nonostante l’osticità del periodo storico che necessita sicuri approfondimenti per comprendere appieno la questione.

Lo consiglio a tutti: è un libro imperdibile, sia per i siciliani che vogliono riscoprire la propria terra e le proprie tradizioni, per chiunque voglia approfondire il periodo storico e per chi vuole perdersi in un mondo splendido che, ormai, non esiste più ma vive nel cuore e nel DNA di ogni siciliano.











Amici siciliani, vi invito alla GIORNATA AUTORE, di cui curerò la presentazione giorno 7 Dicembre 2017.
Un'occasione per conoscerci e per saperne di più su questo bellissimo libro...insieme all'autrice!
Vi lascio, di seguito, la locandina con tutti i dettagli!
















Recensione a cura di:










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Si ringrazia Paola Marchese per il libro cartaceo




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